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Normativa sulla crisi d’impresa: ciò che ogni imprenditore dovrebbe sapere 

Quando un’azienda si trova in difficoltà finanziarie tali da non poter generare abbastanza flussi di cassa per soddisfare i suoi obblighi presenti e futuri, si parla di crisi d’impresa. Questa situazione è estremamente importante per qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni.

Cosa sapere sulla nuova normativa sulla crisi d'impresa

La recente normativa sulla Crisi d’Impresa, introdotta nel luglio 2022, stabilisce chiaramente quali sono le responsabilità delle aziende nei confronti dei creditori e fornisce linee guida su come affrontare una corretta gestione finanziaria.”

Tuttavia, l’insolvenza, che rappresenta lo stadio finale della crisi aziendale, non si verifica improvvisamente. È più simile a un temporale finanziario che può essere previsto e gestito adeguatamente attraverso l’identificazione di segnali sia di natura economica che finanziaria.

In questo articolo, esploreremo i compiti e le responsabilità degli imprenditori e degli amministratori, concentrandoci principalmente sulle piccole e medie imprese (PMI). Inoltre, forniremo consigli pratici per una gestione ottimale della situazione, al fine di evitare o affrontare efficacemente la crisi d’impresa.

 

Strumenti e procedure previsti dalla normativa

Cosa sapere sulla nuova normativa sulla crisi d'impresa

Secondo la Fondazione Accademia di Ragioneria (Nota Operativa n. 3/2023), le imprese devono adottare determinate procedure e strumenti nel caso si verifichi una crisi aziendale.

 “L’imprenditore ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa che gestisce anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita della continuità aziendale attivandosi, senza indugio, all’adozione e all’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”

Le imprese hanno l’obbligo di presentare un piano di risanamento finanziario che dimostri la capacità di ripagare i creditori. Ci sono due elementi principali e consequenziali che entrano in gioco:

  • Il Codice della Crisi d’Impresa: assume un ruolo centrale nella gestione delle crisi finanziarie aziendali, definisce gli obblighi degli amministratori e fornendo linee guida per la gestione della crisi; 
  • Il DSCR: è utilizzato per valutare la capacità di un’azienda di generare flussi di cassa sufficienti per coprire i costi dei debiti, gioca un ruolo fondamentale nel processo di valutazione della capacità di un’azienda di far fronte ai pagamenti.

Normativa sulla crisi d’impresa: quali sono gli obblighi?

Tra gli obblighi che spettano all’imprenditore o amministratore c’è sicuramente la relazione allegata al bilancio, in cui è necessario dichiarare se la società abbia abbia rispettato (o meno) gli obblighi previsti dalla normativa.

Le circostanze cambiano in base alla tipologia di impresa, distinguendo:

  • Impresa singola
  • Impresa collettiva

Nel caso di un’azienda singola, l’imprenditore deve adottare misure per individuare segnali di avvertimento prima che si verifichi una crisi. 

Nel caso di un’azienda collettiva, non è sufficiente una singola misura, ma è necessario adeguare la struttura societaria implementando un sistema di allerta proporzionato alla complessità dell’attività svolta.

Ma qual è il significato di “segnali di pre-crisi” nel contesto della nuova normativa sulla crisi d’impresa? 

Nella nuova normativa sulla crisi d’impresa, i “segnali di pre-crisi” si riferiscono a anomalie di natura finanziaria, patrimoniale e reddituale. In sostanza, questi indicatori devono indicare che l’azienda, nella situazione attuale, non sarebbe in grado di pagare i debiti per i successivi 6 mesi.

Si ricorda che il mancato rilevamento dei segnali di pre-crisi costituisce una violazione del dovere dell’amministratore (e dell’imprenditore) e può essere perseguito legalmente. Tuttavia, data la novità di questa normativa, non esiste ancora una casistica consolidata.

Cosa sapere sulla nuova normativa sulla crisi d'impresa

Come rimanere sempre aggiornati: monitorare la tesoreria attraverso un software

Gli imprenditori hanno l’obbligo di adottare adeguati strumenti e processi per rilevare tempestivamente la crisi e garantire la continuità aziendale. In questo senso, un software per la gestione della tesoreria può rivelarsi un prezioso alleato.

Gli imprenditori hanno l’obbligo di adottare adeguati strumenti e processi per rilevare tempestivamente la crisi e garantire la continuità aziendale. In questo senso, un software per la gestione della tesoreria come Cashflow,  può rivelarsi un prezioso alleato.

Vediamo come può aiutare l’imprenditore ad adempiere agli obblighi previsti dalla normativa sulla crisi d’impresa:

  • Monitoraggio dei flussi di cassa: permette di tenere traccia accurata delle entrate e delle uscite finanziarie dell’azienda, consentendo all’imprenditore di identificare potenziali squilibri patrimoniali o economico-finanziari 
  • Pianificazione finanziaria: consente di creare piani finanziari dettagliati, in linea con le specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività svolta. Questa pianificazione aiuta a valutare la sostenibilità dei debiti e a identificare eventuali segnali di crisi
  • Controllo dei pagamenti: gestire in modo efficiente i pagamenti verso fornitori, dipendenti e altri creditori. Questo aiuta ad evitare situazioni di insolvenza e a mantenere rapporti positivi con i creditori, riducendo il rischio di ulteriori difficoltà finanziarie
  • Inserimento di Indici di Bilancio: includendo la funzionalità DSCR, diventa semplice studiare la capacità di un’azienda di generare flussi di cassa sufficienti per coprire i costi dei debiti
  • Generazione di report: produce report dettagliati e personalizzabili che consentono all’imprenditore di fornire documentazione accurata e completa in conformità con gli obblighi normativi

Normativa sulla crisi d’impresa: l’importanza dei dati di bilancio 

Nel contesto della crisi d’impresa, presentare dati veritieri e accurati nel bilancio aziendale è di fondamentale importanza, non solo per la corretta valutazione della situazione finanziaria dell’impresa, ma anche per garantire la trasparenza e l’affidabilità delle informazioni fornite a tutte le parti interessate, compresi creditori, investitori, dipendenti e autorità di regolamentazione.

La normativa italiana impone agli imprenditori l’obbligo di adottare un approccio diligente e responsabile nella compilazione del bilancio, al fine di fornire una rappresentazione fedele della situazione finanziaria, patrimoniale e reddituale dell’azienda. Questo significa che i dati devono essere completi, accurati, rilevanti e presentati in conformità con i principi contabili generalmente accettati.

La presentazione di dati falsi o fuorvianti nel bilancio costituisce un reato, in quanto viola l’obbligo di correttezza e veridicità delle informazioni finanziarie. 

Questo può avere conseguenze legali molto serie per gli imprenditori, inclusi l’irrogazione di sanzioni amministrative, la revoca di agevolazioni fiscali, l’imposizione di sanzioni penali e la responsabilità civile.

28 Giugno 2023

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